Gregor percorre, privo di forza o motivazione, un sentiero sul quale si è ritrovato senza ricordare come. giunge ad un bivio: una Y enorme al cui incrocio dei bracci osserva le due possibilità che gli si parano davanti. si chiede quale senso possa mai avere lo scegliere quando sono infiniti ed imprevedibili gli effetti di ciascuna scelta, quando parte di essi lavoreranno necessariamente per la sua infelicità nonostante era la felicità che si cercava, quando la percezione della gratificazione che si cerca a sua volta dipende da miliardi di fattori in continua mutazione e non trovando riposta si siede per terra, lascia cadere indietro la sua schiena che si adagia sul suolo polveroso, osserva il cielo sapendo che le nuvole non ne fanno parte e capisce che anche lui ormai non fa più parte di questa storia.

































Articoli (RSS)
Luglio 5th, 2008 alle 13:14
in realtà anche adagiarsi sul suolo polveroso è una scelta.
Luglio 5th, 2008 alle 13:18
eh sì, anche nn scegliere è una scelta, qualsiasi azione può esserlo, anche se: ci si può immedesimare con la stessa o agire con la mente libera dalle aspettative e dai calcoli.
quando una lepre corre sceglie di correre? o semplicemente è nella sua natura correre e lo fa senza coinvolgimento?